La malinconia delle periferie parigine negli scatti di Laurent Kronental

Laurent Kronental è un fotografo francese interessato alle tentacolari Banlieue parigine, cresciute a dismisura nella seconda metà del 900 a causa di una richiesta di alloggi sempre più incalzante.

I “Grands Ensalbles”, agglomerati di edifici colossali e smisurati tipici del Brutalismo Postmoderno e dell’utopia rivoluzionaria degli edifici-città popolari, impongono la loro silenziosa presenza come vertiginosi guardiani della città, avvitandosi in forme surreali o occupando l’orizzonte con metafisico rigore geometrico.

La serie “Souvenir d’un Futur” (2011-15) è un gioiello di fotografia d’architettura, dove i toni pastello creano una visione da sogno, e le forme inaspettate degli edifici sembrano presenza antropomorfe, silenziose e immobili.

La fitta foresta di finestre e balconi compone un paesaggio di cemento che ricorda visioni futuristiche alla Blade Runner.

Il titolo stesso della serie rinvia a un futuro che appartiene ormai al passato: si parla di “souvenir”, cioè di qualcosa che racchiude in sé tutta la malinconia del ricordo, proprio come l’atmosfera degli scatti di Kronental, avvolti nei fumi della saudade (quel particolare sentimento portoghese di mancanza verso qualcosa che ancora non abbiamo vissuto).

La particolarità di questa serie è la presenza umana di tutti quegli abitanti che popolano i luoghi spettrali delle Banlieue. Il contrasto tra le architetture, viste come in un sogno, e la realtà del vissuto umano, è stridente e destabilizzante.

L’ideale proseguo di Souvenir è “Les Yeux Des Tours” (2015-17), una serie di scatti realizzati nelle Tours Aillaud (realizzate nel 1973-81 dall’architetto Emile Aillaud, nel distretto di Pablo Picasso a Nanterre).

Stavolta la città di Parigi e le sue periferie sono osservate dall’alto, dalle fantasiose torri traforate di finestre che, in Souvenir, aveva fotografato dall’esterno.

Con un salto di dimensioni, la prospettiva muta e noi veniamo catapultati letteralmente all’interno degli occhi delle persone che ci abitano, vediamo ciò che loro vedono. Gli oblò degli appartamenti fanno da cornice a una Parigi lontana e immortalata nella luce incerta del crepuscolo o dell’alba.

Anche qui il titolo della serie rimanda a un concetto: le finestre sono occhi spalancati sulla città. I volti degli abitanti che popolavano Souvenir si contraggono e, per sineddoche, si incarnano negli occhi-finestre, sopravvivono nelle tende floreali che circondano gli oblò come ciglia.

Foto Copyright: Laurent Kronental – laurentkronental.com

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