La logica dell’assurdo nelle opere surrealiste di Filip Custic

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Filip Custic

È inevitabile sentirsi smarriti osservando attentamente le fotografie dello spagnolo-croato Filip Custic. I rimandi culturali sono molteplici, da Dalì alle leggi auree, dall’Iperrealismo alla Patafisica di Alfred Jarry.

Il ventiseienne, nato per la precisione a Tenerife, considera la sua arte terapeutica come indagine introspettiva alla ricerca di un equilibrio fra ego e spirito.

Ci sono sempre stati ego, ma ora sono elevati all’ennesima potenza. Oggi tutto è focalizzato sull’Io, ma penso sia colpa del presente che abbiamo dovuto vivere e che è necessario passare attraverso questa fase per poi arrivare a una consapevolezza. Inoltre concentro molto la mia creatività sul mio ego, parlo con lui perché non possiamo liberarci di lui. Quindi, invece di usarlo per comunicare idee effimere o banali, provo ad aggiungere una consapevolezza che può arricchire chi vede le mie opere.

– Filip Custic

Filip Custic
Filip Custic

Il neologismo che l’artista stesso utilizza per spiegare la sua arte è “Objectism” ovvero “la relazione che gli umani hanno con gli oggetti, ciò che ognuno di loro significa nella nostra mente e quali archetipi rappresentano”.

Sapendo abilmente giocare con i piani e la percezione, Custic ha da sempre una propensione verso la matematica interpretata come una forma d’arte: ha persino reinterpretato il suo nome “Filip” in un linguaggio matematico ponendo in sequenza il numero aureo (phi) seguito dal simbolo del litro (l) e il numero Pi capovolto (ip).

L’umano e il non-umano sono miscelati, indissolubili e addirittura indistinguibili; l’artista ha come scopo quello di dimostrare l’impatto della tecnologia digitale sulla nostra coscienza e sul nostro senso di identità. Concepisce le sue fotografie come se fossero “dipinti virtuali”, tele digitali incarnate da una forte componente pittorica in cui si intrecciano capacità analogiche e digitali.

Lavoro sempre nell’atemporalità. Penso che, per trovarla, devo mettere in relazione le idee classiche del passato con le più futuristiche.

– Filip Custic

Il suo profilo Instagram è la vetrina ideale per trasmettere ad un vasto pubblico la sua arte, riconosciuta ormai da grandi brand come Gucci, Balmain, Louboutin, Delpozo, Camper, Opening Ceremony e artisti come la cantante spagnola Rosalìa. Ha lavorato per riviste come Vogue, GQ UK e Esquire esponendo al MoMA di New York.
Anche in questo caso lavora intersecando universi senza peso, scenari onirici, atemporali e aspaziali, interpretati tramite un microcosmo barocco e rococò.

La fotografia diventa un medium per potersi esprimere: è sbagliato definirlo fotografo in quanto le sue opere combinano performance, scultura, video arte, matematica, tecnologia e umanità.

Filip Custic
Filip Custic
Filip Custic
Filip Custic
Filip Custic

Post di Beatrice Reggianini

Foto Copyright: Filip Custic – @filipcustic1 – creative.studio

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Tag: Surrealism, Filip Custic.
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