I“Viaggi straordinari” di Aldo Mondino

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Villa Bertelli rende omaggio a un artista italiano, che ha saputo rendere la sua arte ecclettica, viva e pregnante di esperienze artistiche e di vita.

Espressionismo, pop art, diverse culture, ricordi di viaggio e non solo caratterizzano le opere prodotte da Aldo Mondino, artista torinese, in mostra fino al 26 settembre presso Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Il percorso espositivo, curato da Valerio Dehò in collaborazione con l’archivio a lui dedicato, raccoglie opere provenienti da una collezione privata, delineando così la personalità e la poetica di Mondino, caratterizzata da una profonda espressione di sé e dal rifiuto di essere identificato con precise correnti o movimenti artistici.

Aldo Mondino

Attraverso un’esplosione di colori e differenti tecniche pittoriche, l’artista racconta il suo modo di vedere il mondo, ma soprattutto di narrarlo attraverso le diverse esperienze vissute e i popoli incontrati fondendo perfettamente tradizione artistica e tradizione etnica.

Ne sono un esempio i tappeti realizzati con materiali poveri, i dipinti raffiguranti i ballerini Dervisci e particolari di tessitura caratteristici della cultura africana.

Aldo Mondino
“Ex Libris”, 1979

L’opera “Ex Libris”, 1979, manifesto della mostra ne è un perfetto esempio. La donna dalle curve morbide e sinuose è stesa su un telo decorato con greche e disegni e tende il braccio verso il libro che sta leggendo. Il tratto simbolista, definito e continuo, caratterizza i contorni, mentre le pennellate movimentate, materiche, di respiro impressionista, delineano il mare, il cielo e la luna stessa. Il contrasto dei colori utilizzati richiama la grafica, tecnica molto apprezzata dall’artista.

Nella sala della musica, presenti opere “musicali”, in onore a tale disciplina molto amata da Mondino. Chitarre e strumenti scomposti, che rimandano al cubismo e alla lezione di Braque e Picasso, accompagnano lo spettatore verso il pianoforte a coda, al centro della sala.

Aldo Mondino
“Castelli in aria”, 1972

Le opere “Astra” e “Castelli in aria”, 1972, caratterizzate dallo svettare di un palloncino al di fuori dello spazio pittorico, sintetizzano espressionismo e arte povera, rivisitati in una luce del tutto personale, grazie al connubio tra immaginazione e uso di diversi materiali.

Ciò presente anche in “Palio di Siena”, 1991, rappresentato attraverso il galoppo dei cavalli, di cui vengono ritratte le zampe. Attraverso i colori e i piedi rappresentati nella parte superiore del dipinto, vengono rievocati nella mente dello spettatore il movimento dei cavalli spronati dai fantini, i rumori e il suono della corsa.

L’opera “Non c’è Malevic”, 1975, ricorda l’avanguardia russa di Malevich, ma i suoi quadrati monocolore vengono rappresentati come biancheria al vento, così come una macchina da cucire assume una forma animale dal profilo giacomettiano in una delle sculture presenti.

Associazioni della mente, spunti dal presente, conoscenza di popoli e culture, rendono l’arte di Mondino un viaggio attraverso un’epoca, il Novecento caratterizzato dalle Avanguardie e da influenze americane, quali la pop art, ma non solo. Il suo anticonformismo, la libertà intellettuale e di pensiero, hanno reso la sua arte seppur legata alla tradizione, innovativa, libera, proprio come quel palloncino che svetta verso il cielo, oltre lo spazio pittorico.

Disponibile il catalogo della mostra NFC Edizioni: Aldo Mondino “Viaggi straordinari” a cura di Valerio Dehò.

Dove: Villa Bertelli, Viale Giuseppe Mazzini, 200 Forte dei Marmi (Lucca)

Info e orari: Lun-Ven: 9-13; 15-19 Sabato e domenica ore 16-19.

Ingresso libero

Foto copyright e info: villabertelli.it

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Tag: Aldo Mondino.
Articolo di Bruna Giordano

Bruna Giordano

Ingegnere biomedico, affascinata dal l'innovazione tecnologica, appassionata di arte e di tutto ciò che è espressione dell'uomo e della sua creatività.

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