“In Situ: Traces of Morandi”, Catherine Wagner sulle tracce di Morandi

Catherine Wagner

Le opere presenti, tutte stampe a pigmento, si suddividono in tre serie: “Shadows”, “Wrapped objects” e i paesaggi catturati dalle finestre della villa di Grizzana, che Morandi amava rappresentare nei suoi dipinti.

L’artista, da sempre interessata allo studio dell’ambiente costruito come metafora del mondo in cui l’uomo edifica la propria identità culturale, plasmando in tale modo la realtà circostante, ha ammirato a lungo l’austera logica strutturale e la poetica di Morandi, il quale attraverso le sue  composizioni metafisiche aveva rappresentato l’essenza degli oggetti partendo dalla consapevolezza che il libro della natura è scritto in caratteri estranei al nostro alfabeto, caratteri quali triangoli, quadrati, cerchi, sfere e altre figure geometriche, sulla scia dell’insegnamento di Cezanne.

Se Morandi ha rappresentato la realtà cristallizzandola in composizioni di oggetti sospesi nel tempo e immersi in una dimensione silenziosa, Wagner va oltre rappresentandone, nella serie “Shadows”, le ombre riflesse su un muro, esaltandone la presenza, ma allo stesso tempo l’inafferabilita’, realizzando un’integrazione tra la luce, le immagini sospese e la loro intangibile materialità.

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A differenza di Duchamp, che dipinge ombre ritratte nelle foto di Man Ray, Wagner fotografa le ombre degli oggetti raffigurate nei quadri di Morandi. Entrambi, però, riescono a dare vita e consistenza ad oggetti assenti oppure oscurati.

Come sostiene Peter Benson Miller:” Wagner rende le bottiglie e i vasi di Morandi irraggiungibili, rispedendoli nell’oscurità profonda, illuminata solo da bagliori tremolanti, della caverna di Platone”.

Nella serie “Wrapped Objects” gli oggetti morandiani sono al centro dell’inquadratura avvolti da fogli di alluminio al fine di nascondere la patina del tempo che si è ivi depositata. In linea con la serialita’ morandiana le fotografie di tali oggetti isolati sono presentati come polittici al fine di esaltarne somiglianze e differenze.

Tutte le fotografie esposte sono immerse in colori che spaziano dal cobalto , all’ambra, all’arancio bruciato e al verde. Tali colori sono stati scelti dall’artista in seguito allo studio effettuato sulla gamma cromatica utilizzata da Morandi.
Wagner, inoltre, ha selezionato gel colorati corrispondenti a distinte aree di colore individuate nelle tele del pittore bolognesi, intitolando le opere con il rispettivo numero a catalogo del/i gel utilizzati.

Tale ricerca, minuziosamente effettuata dall’artista californiana, rende le sue opere un ponte tra pittura e fotografia, frutto di una lunga meditazione sui concetti di spazio, luce e oggetto, risultato delle sperimentazioni susseguitesi nell’arte a partire dai primi del novecento.

Foto Copyright: Catherine Wagner website

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