Il mondo segreto dietro il cancello. La Foleia

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Due petit maisones neoclassiche, sul Lago Maggiore, immerse in un giardino segreto, dove abbandonarsi al passato e alla memoria lontana della dolce vita italiana.

L’Italia è la culla della civiltà, della bellezza e della dolce vita. Alla continua ricerca di qualcosa di bello, di un passato che è ancora presente, che non ci abbandona, nonostante gli spiragli di futuro, di una storia che ci completa e della cultura, che è stata modellata dalle mani dei nostri avi.

Intrise di questa atmosfera, circondate da un giardino incantato, sulle sponde di un lago ricoperto da ninfee, sorgono due case, in stile neoclassico, l’una ottagonale e l’altra, un padiglione, che si immerge nel lago. Italiane nella loro origine, e nello spirito, le due case si specchiano, l’una con l’altra, facendo capolino attraverso le piante, e le essenze naturali, all’interno di questa tenuta paradisiaca, dal latino “La Foleia”.

Tra le querce secolari, sul Lago Maggiore, La Foleia è stata immaginata, e realizzata, dal sogno di una coppia di architetti che, ispirandosi all’architettura giapponese, hanno dato forma, e vita, a due raffinati rifugi, che sembrano galleggiare sulle acque del lago, sospesi in una dimensione senza tempo.

Grazie al restauro, per mano di Gemma Richards, globe-trotter e di Niccolò Rignano, la tenuta ha ripreso a vivere, mantenendo il sapore dei tempi lontani.

Fuori e dentro le due case riconducono al nostro passato, ricco di meraviglia, e alla passione che conserviamo per i luoghi dimenticati, dove la storia e la natura diventano materiali da costruzione.

Raggiungendo le due piccole architetture è inevitabile incontrare, lungo il percorso, nascoste fra i fiori, le statue in pietra, che quasi a suggerirci la strada di casa, impreziosiscono l’intera tenuta, come fossero attori, silenziosi e immutabili, tra le scenografie disegnate dalla natura, del passare del tempo e dello scorrere delle stagioni.

L’esterno, ricco di fascino, dialoga con gli interni delle due dimore, che raccontano storie antiche, ricreando un’atmosfera sofisticata: disegni botanici alle pareti, colori delicati e oggetti d’antiquariato. Dormeuse in velluto, marmo per i pavimenti e frammenti di mondo, soprattutto orientale. Protagonista indiscusso degli interni, ancora una volta il lago, incorniciato dalle ampie vetrate.

Alla Foleia è possibile soggiornare per brevi periodi, all’interno della tenuta e delle due ville, che ospitano fino a 4 persone ciascuna. Inoltre, fra i servizi offerti, uno chef personale e trattamenti di benessere nelle vasche all’interno della tenuta.

La Foleia è un luogo attraente, idilliaco, e a tratti onirico perché appartiene a una memoria collettiva, fatta di bellezza, consumata, viva, a noi cara. Rappresenta una fuga dalla realtà. In ricordo della dolce vita, che ci manca più che mai.

Foto Copyright: La Foleia – lafoleia.com@lafoleia

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Tag: La Foleia.
Articolo di Francesca Longoni

Francesca Longoni

Giovane architetto d'interni. Attenta al mondo che mi circonda, in cerca di bellezza

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