Il linguaggio dei volti nascosti d Luvia Lazo

ArtobjectsPhotography

La fotografa indigena zapoteca Luvia Lazo crea immagini che catturano l’essenza del ricordo e della vita, dove il viso si trasforma da identità riconoscibile a traccia emotiva scolpita nella luce e nei gesti.

Nella sua serie Kanitlow esplora il lento svanire dei volti degli anziani della sua comunità di Teotitlán del Valle, in Oaxaca, con ritratti in cui i soggetti spesso guardano oltre l’inquadratura o celano il volto dietro fiori, utensili o tessuti.

Il nome di questa serie significa in zapoteco i volti che si perdono”, un concetto poetico che riflette sul cambiamento, sul lutto e sulla resilienza culturale mentre la modernità avanza. Il suo stile fonde documentario e introspezione dove dettagli di mani, trame di tessuti e atmosfere intime diventano simboli di un’identità che resiste pur trasformandosi, dando voce a storie personali che attraversano generazioni.

Ho iniziato a fotografare i nonni del mio villaggio per trovare in loro i ricordi di mio bisnonno, preservando e documentando allo stesso tempo la nostra cultura in trasformazione. […] La mia fotografia è una conversazione con il tempo, un modo per conservare ciò che amiamo e capire chi siamo quando i volti si fanno silenziosi.

Luvia Lazo

PHOTOGRAPHER. Luvia Lazo @luvialazo

SERIE. Kanitlow

IMAGES © luvialazo.com

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Tag: Luvia Lazo, Street Photography.
Articolo di Andrea Ebbi

Andrea Ebbi

Artista, designer e fondatore di Objects. Il futuro è tutto da scrivere

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