Il confine (poco considerato) tra l’arte e la non arte

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Merkur und Psyche, 1878, Reinhold Begas

Puntualmente mi trovo a riflettere sul concetto di arte e su come essa viene prodotta, venduta, promossa e percepita dalle persone.

Da Duchamp in poi l’arte ha smesso di essere qualcosa di elitario legato a doppio filo al talento indiscusso di chi la praticava. Da quel bidet in poi ha cominciato a varcare ogni possibile confine. Non solo, ha cominciato anche a crearne di nuovi, creati giusto per il gusto di varcarli. Essenzialmente (metaforicamente parlando) non esistono neanche più i confini dell’arte ormai.

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La fontana di Marcel Duchamp, 1919

Qualche tempo fa ho quindi fatto un personale sondaggio non scritto su come viene percepita l’arte dalle persone normali – ovvero coloro che non lavorano nel settore e che non ci hanno niente a che fare se non nell’attività di giudizio e contemplazione di tanto in tanto.

Ovviamente è del tutto non scientifico come sondaggio e quelle qui di seguito sono solo mie opinioni. Assolutamente criticabili.

Il più delle volte comunque le risposte vertevano sul trasmettere emozioni, messaggi.. sia a livello personale che collettivo. In molti affermavano che senza un qualcosa da dire o da passare, l’arte perdeva il suo significato e il suo senso di essere.

Quindi mi sono trovato a chiedermi: se non c’è una finalità, l’arte è considerabile tale?

Secondo me l’arte fine a se stessa, senza un pensiero, senza una logica, senza un percorso artistico che gli sta alle spalle, senza una riflessione da parte dell’autore su cosa e come si voleva creare… l’arte in questo caso è non arte ed è solo un gesto istintivo di una persona.

Può piacerci, e può eventualmente trasmettere qualcosa per caso, ma se non trasmette niente ne direttamente ne indirettamente, corre il serio rischio di essere, nella sostanza e in fin dei conti, una velleità personale.

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"Untitled" di Maurizio Cattelan

Quindi quali sono le finalità dell’arte?

Ok, ma se una persona compie un gesto apparentemente senza pensiero o logica o percorso e il risultato è comunque qualcosa di affascinante che colpisce chi la osserva? (non sto parlando di scandali o trash, queste categorie le escluderei a priori dal discorso). In questo caso allora secondo me è arte. Ma se al contrario non riesce a suscitare emozioni, neanche ai più sensibili, allora è non arte per forza di cose. Come non è una porta una porta senza cardini. Come non è una fotografia un foglio bianco.

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Marina Abramović che mangia una cipolla

Ci sono dei confini?

Se prima abbiamo detto che non esistono più i confini nell’arte stessa, lo stesso non mi sento di affermare con assoluta certezza che esiste un vero e proprio confine tra la vera arte e la non arte. Tantomeno questo confine può essere esplicato e reso tangibile.

Tutti sono ovviamente liberi di fare arte e chiamarla tale, così come tutti sono liberi di cucinare, di girare un video, di fotografare etc etc. però io credo che non si debbano intromettere personaggi terzi (critici, galleristi, procuratori etc) a definire, a sentenziare e a escludere o includere. Elevare o scartare, scegliere i meritevoli dai non.

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La merda d'artista di Piero Manzoni

In sintesi credo che ogni idea sull’arte sia valida, proprio perché è nella sua stessa essenza mostrarsi in molteplici modi e versioni. Però su una cosa mi sento abbastanza certo: se non c’è nulla da dire e a nessuno suscita sentimenti, allora non dovrebbe essere considerata arte.

Può essere però che un’opera che fino ad oggi non ha colpito ne emozionato nessuno, un domani venga riconosciuta da qualcuno come capolavoro capace di innescargli riflessioni e pensieri come poche altre cose.. difficile, però possibile. E quindi cade questa mia debolissima teoria sull’arte e la non arte.

In conclusione quindi penso che abbiano ragione gli Zen Circus – “L’arte è pensiero che esce dal corpo, ne più ne meno è come lo sterco” – Ma sono ovviamente aperto ad altri pensieri e opinioni!

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La tela tagliata di Lucio Fontana

Foto Copyright: cover di Pavel Nekoranec on Unsplash

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Comments
  • luino
    Rispondi

    è proprio da Duchamp che si è reso NECESSARIO conoscere la poetica del singolo artista. Cosa che allontana sempre di più le masse ignoranti dall’arte che necessariamente è diventata appannaggio di un’elite

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