I costumi da Oscar di Theodor Pištěk a Bergamo Film Meeting

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Holly Golightly sarebbe stata la stessa senza l’iconico tubino nero? E Jay Gastby, senza le sue camicie eleganti lanciate per tutta la stanza? O, ancora, Jim Stark senza il bomber rosso fiammante?

«Non appena noi entriamo nel costume di scena, diventiamo il personaggio. Se non ci sentiamo a nostro agio in quei panni, se essi non esprimono il carattere di un personaggio, il costume designer ha fallito», sosteneva Bette Davis. Per questo il lavoro di ricerca e produzione immaginifica del costumista ricopre un ruolo centrale per la buona riuscita di un’opera cinematografica, al punto che Bergamo Film Meeting ha riservato a tale maestranza un ruolo centrale nell’edizione di quest’anno.

La 35a edizione del Festival è stata inaugurata con l’apertura al pubblico della mostra I costumi da Oscar di Theodor Pištěk. La ribellione e lo sfarzo nei film di Miloš Forman (regista cui è stata dedicata la retrospettiva principale), un’anteprima internazionale curata da Massimiliano Capella, visitabile presso il Ridotto Gavazzeni del Teatro Donizetti a Bergamo fino al 19 marzo.

3 bozzetti (gli ultimi rimasti) e 11 costumi originali vincitori del premio Oscar per la categoria, indossati durante le riprese dei film Amadeus (1984) e Valmont (1989), sono stati gentilmente messi a disposizione per l’evento da Tirelli Costumi, eccellenza italiana in ambito sartoriale, e dalla Fondazione Tirelli Trappetti.

I pizzi e le crinoline, i ricami jacquard in rilievo, le sete e i velluti, i motivi barocchi e floreali e le rifiniture impeccabili testimoniano il bagaglio artistico-pittorico di Pištěk, la pazienza nello studio e nell’ideazione di abiti che non dovevano limitarsi raccontare un personaggio, ma anche restituire la realtà un’epoca: quella della Francia settecentesca, opulenta e affascinante, allora cuore pulsante della sartorialità europea con le sue scollature femminili ampie e civettuole, le marsine eleganti, le robe à la française…

Fondamentali nell’abbigliamento dell’epoca e, soprattutto, per la resa dei costumi erano anche gli eccentrici copricapi e le parrucche vaporose e incipriate, purtroppo non pervenutici ma che è ancora possibile ammirare nelle opere filmiche citate.

Preziosi, curati nei minimi dettagli e di un’eleganza antica ma tutt’ora abbacinante, i costumi esposti celebrano il sodalizio artistico tra i cechi Pištěk e Forman. Una collaborazione che ha segnato la storia del costume cinematografico, della quale vale la pena ammirare i frutti.

Foto Copyright: Camilla Piccardi

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