Gli animali creativi di Aki Inomata

ArtobjectsArt

Aki Inomata è un’artista giapponese che si serve di collaboratori singolari: animali domestici, molluschi e insetti partecipano alla creazione dei suoi lavori pieni di significato. Esattamente come gli alberi, le valve dei molluschi portano i segni del passaggio del tempo e dei cambiamenti nell’ambiente che li circonda durante la loro crescita.

Inomata ha estrapolato queste linee e le ha trasformate nelle scanalature di un disco, per potere ascoltarne il suono nell’opera Lines—Listening to the Growth Lines of Shellfish. In particolare, le interessava cosa le conchiglie avessero da confidare sul terremoto giapponese del 2011: se la loro vita fosse stata alterata dal disastro come è successo per le persone coinvolte.

Proprio in seguito al sisma, Inomata ha progettato una calotta trasparente che potesse essere indossata da una tartaruga. È una miniatura di un villaggio nella provincia di Gunma, abbarbicato su una montagna, isolato se non per un piccolo ponte dal resto del mondo.

L’opera world outside your world consiste in un video dell’animale dall’andatura oscillante, mentre sorregge il paesino trasparente. Proprio come il mito indiano della tartaruga che sostiene il mondo, con incertezza e precarietà.

Inomata ha lavorato anche con gli psichidi, un tipo di lepidottero che costruisce una teca di seta, impiegando anche vari materiali che trova intorno a sé. Le femmine rimangono anche tutta la vita in questi bozzoli, accuratamente concepiti, in attesa dei maschi. L’artista vi ha visto una similitudine con l’abitudine umana della cura dell’aspetto, tradizionalmente più richiesta alle donne.

Un gesto diffuso tra i bambini giapponesi è lasciare strisce di carta colorata perché questi animali li usino nelle loro costruzioni. Ispirata da questo gioco, ha fornito ritagli di stoffa agli psichidi, che sono stati i veri e propri autori di queste opere tessute in miniatura. Uno scambio creativo tra umani e insetti.

Anche la serie Why not hand over a “shelter” to hermit crabs? si basa su uno scambio. Quello dei luoghi di vita dei paguri, in giapponese yadokari (letteralmente “qualcuno che abita in un alloggio provvisorio”).

L’artista ha realizzato una serie di conchiglie che i paguri possono abitare e sostituire, che riproducono chiese, case, mulini, grattacieli. Inomata aveva inizialmente fornito ai paguri semplici conchiglie artificiali, che però non sono state gradite dagli animali; per questo ha deciso invece di stampare in 3D rifugi che imitassero edifici complessi e città reali.

Quest’ un’opera sulle migrazioni, le identità nazionali, il senso di appartenenza e l’esigenza, a quanto pare non solo umana, di sentirsi a casa.

Foto Copyright: Aki Inomata – aki-inomata.com

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Articolo di Valentina Bianchi

Valentina Bianchi

Appassionata di arte in generale, di quella giapponese in particolare. Mi capita di cimentarmi con entusiasmo in tentativi di pittura ad acquerello fallimentari

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