GEOMETRIE. Racconto per immagini del tempo sospeso di Valeria Eva Rossi

ArtobjectsArt

L’ultimo affascinate progetto in corso d’opera dell’architetto e designer di origini toscane Valeria Eva Rossi, conosciuta al pubblico per il brand Pietraquadra Stone Jewels in cui crea inediti gioielli di marmo.

“GEOMETRIE” una serie minimale e surreale, raffinata ed evocativa, che indaga attraverso la sovrapposizione tra fotografie di architetture cittadine e geometrie contrastanti gli stati d’animo di questo particolare periodo di emergenza sanitaria.

Perdersi e ritrovarsi tra le iconiche architetture di Milano, Torino e Firenze in “lockdown” riscoprendo una nuova bellezza visiva fatta di geometrie in contrasto.


PALAZZOREALE – Palazzo Reale, Torino (Foto originale di Emanuele Basile architetto / fotografo)

Nel tempo sospeso di un’impensabile lockdown nasce il progetto GEOMETRIE. Narrazione per immagini di questa eccezionale realtà.

Dopo un primo momento di disorientamento e quindi adattamento alla nuova condizione in cui tutto sembrava essersi fermato, ho ripreso a fare quello che ho sempre fatto: creare. È iniziata così una nuova fase di sperimentazione e ricerca, che mi ha portata ad abbinare le competenze di architetta/designer alla fotografia.

Ho reinterpretato immagini reali che documentano il particolare momento che abbiamo vissuto, ridisegnandole con la grafica computerizzata secondo la mia personale visione, un po’ surreale e metafisica. Creando un’immagine nuova della città che siamo abituati a vedere, una ‘unreal city’, vuota, silente, malinconica, strana ed estranea.

Le immagini definiscono luoghi reali e onirici contemporaneamente. Luoghi che trasmettono smarrimento, inquietudine, isolamento, eppure, in questi spazi oscuri, trova sempre posto un simbolico elemento salvifico.

25APRILE2020 – Mercato di Porta Palazzo, Torino (Foto originale del progetto ‘TorinoCheCiAspetta’ di Pierpaolo Ottaviano fotografo / Gruppo Building SpA)

Con l’occhio dalla progettista scelgo la fotografia vedendone la prospettiva migliore per ridisegnarla e, sulle architetture ritratte, disegno una trama di linee, di segni, di simboli, che definiscono la geometria della nuova immagine.

L’immagine rielaborata di questi luoghi sospesi è un’immagine composta da due piani – reale (la fotografia) e irreale (il disegno) – che non si toccano, ma che sono parte uno dell’altro. Protagonista è l’architettura, non più oggetto ma soggetto delle fotografie, che pare osservare i larghi spazi vuoti della città e ruotare intorno a un’ingombrante assenza: l’uomo.

Ne nasce un’immagine visionaria, eppure radicata nella realtà del momento.

Parte integrante delle rappresentazioni è la simbologia.

A partire dal bianco e nero di tutte le fotografie, che esalta i volumi delle architetture rappresentate. Uniche protagoniste della scena. Osservatori immobili di luoghi deserti.

I cieli sono sempre neri, in un’eterna notte e, spesso, il nero si riversa sulle strade, nelle piazze, in disegni geometrici che collegano, idealmente e fisicamente, il cielo con la terra. Il nero richiama paure ataviche, rimanda ai timori, al senso di smarrimento e solitudine del periodo di pandemia. Ma il nero è anche simbolo del caos primordiale da cui tutto si è palesato e dal quale può nascere ogni cosa. È seme del cambiamento.

La super luna del mese di aprile rischiara i cieli neri e colloca temporalmente le immagini. La luna come metafora di energie nascoste e di metamorfosi. Designando il momento di cambiamento e di trasformazione.

Nel bianco e soprattutto nero delle immagini, trova spazio del rosso. Nella simbologia alchemica il rosso rappresenta la rubedo, la fase finale delle trasmutazioni chimiche. L’inserimento di queste campiture di rosso raffigura, ancora, lo stato di passaggio che porta a una nuova realtà.

Altro elemento simbolico è l’iconico volto ‘fornasettiano’ di Lina Cavalieri, immortalato nel gesto di fare silenzio. Sottolineando ulteriormente l’assordante silenzio che ha caratterizzato le nostre città.

Il progetto è iniziato con qualche fotografia di Milano, città in cui mi sono trovata nel periodo del lockdown. Da subito mi ha appassionata ed ha riscontrato immediati consensi.

Ho pensato quindi di dare continuità al racconto pubblicando sui social, quasi quotidianamente, un’immagine ‘della mia visione del tempo sospeso’. Per proseguire nella narrazione erano necessarie altre fotografie, altre realtà. Non potendomi spostare, ho chiesto la collaborazione di amici, colleghi e fotografi. Con le fotografie delle loro città deserte, ho potuto progettare le nuove GEOMETRIE. Tra cui Torino, città del cuore e Firenze città del periodo universitario.

Con il progetto GEOMETRIE. ho inteso creare il racconto di una realtà che non ci saremmo mai aspettati di vivere, attraverso un tema che tutti conoscono: la bellezza delle nostre architetture e città, ma rappresentate come non si sono mai viste.

Come architetto penso di essere chiamata a disegnare sogni che si trasformano in una nuova realtà, suscitando emozioni. Spero, anche in questo caso, di esservi riuscita.

Descrizione progetto di Valeria Eva Rossi

Info: @valeria_eva_rossi – linkedin.com/valeriaevarossi

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Tag: Valeria Eva Rossi, Covid.
Articolo di Andrea Ebbi

Andrea Ebbi

Artista, designer e fondatore di Objects. Il futuro è tutto da scrivere

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