Fourth Wall, gli onirici fine art portraits di Brooke Shaden

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L’espressione “rompere la quarta parete”, il muro immaginario tra i protagonisti di un’opera di fantasia e il pubblico, è usata nel cinema e nel teatro per indicare il momento in cui un personaggio si rivolge direttamente allo spettatore, lasciando quindi intuire di sapere di essere osservato, e ricordando all’istante che quello che sta vedendo è finzione.

E se ognuno di noi riuscisse a “rompere la quarta parete” che ci separa dal mondo che ci circonda, permettendo agli altri di vedere le nostre più segrete paure?

È questa l’idea di Fourth Wall, l’ultimo progetto fotografico di Brooke Shaden. Si tratta di una serie di scene – Remain, Moment, Masked, Locked, Fragile, Flood, Undone, Unformed, Timeless – ognuna delle quali rappresenta un’emozione o una paura recondita che è svelata all’osservatore: l’angoscia per il passare inesorabile del tempo, l’orrore per il sangue, la paura di invecchiare, l’ansia di non realizzare qualcosa di importante, il timore della morte. I personaggi, fotografati all’interno di quattro mura, senza via d’uscita, rompono metaforicamente il muro tra ciò che è visibile agli altri e la loro sfera inaccessibile.

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Nella stanza “Fragile”, la Shaden diventa ella stessa soggetto, in un autoritratto che  rivela il disagio con cui convive sin da bambina e che ha sempre cercato di nascondere, l’essere affetta dalla fibromialgia.

La fotografa americana, nota per il suo stile fine art accattivante e misterioso, mette in scena un mondo sospeso tra dimensione onirica e realtà, in cui allegorie e simboli ci trascinano nella meraviglia, nell’ignoto, verso fantasie oscure.

Ogni fotografia, nell’inconfondibile formato quadrato, è stata realizzata entro quattro pareti, con la macchina fotografica collocata sul soffitto, e la costruzione di ogni singolo set ha richiesto anche oltre cento ore di lavoro.

The ideas of disconnection, honesty, and loneliness play out in this series. A play on words, the series is photographed entirely within four walls with no windows or doors. The characters are contained with no way out, each interacting with a different element in their room. Each scene is an emotion the subject will not share. Out of fear, they internalize what they believe no one should feel. This series of pain illustrates how we hurt ourselves and, in some cases, drown.

-Brooke Shaden

La serie Fourth Wall, è esposta alla Joanne Artman Gallery di New York.

Foto Copyright: BrookeShaden – joanneartmangallery

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