Un edificio normale, La nuova sede della Feltrinelli a Milano, Herzog & De Meuron

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Volevamo creare qualcosa di molto tradizionale e molto moderno, che potesse essere semplice ma anche sorprendente.

Così Jaques Herzog descrive il progetto vincitore del bando per la ricostruzione di Porta Volta a Milano. L’architetto è convinto che «la vera sorpresa stia nella normalità».

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Stiamo parlando dunque di qualcosa di “normale”? Cosa significa normalità per un progetto di questo calibro?

Normale per il duo di architetti, Herzog & De Meuron evidentemente significa realizzare due edifici gemelli più trasparenti che coprenti, in vetro e cemento, protratti verso il cielo con una copertura a falde molto inclinate, segnati da tagli netti e brusche interruzioni.

Se per loro questo significa normalità allora il loro progetto ha, decisamente, del normale.

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E dunque proviamo a leggerla la normalità di cui parlano, proviamo a scorgere dell’italianità dietro quella moderna rete in cemento, proviamo a cogliere l’intenzione di recupero e di ricostruzione dell’area che mai, dopo il bombardamento del ’43, fu ricostruita, proviamo ad andare oltre la linearità, la fluidità e la leggerezza dei due edifici, proviamo a superare i preconcetti che abbiamo ogni qual volta, qualcuno, crea qualcosa di speciale, un po poco normale.

Dietro il progetto si nascondono le cascine lombarde, longitudinali, massicce, sinonimo di patria, di casa, un po ripetitive, modulari, come le facciate dei due edifici.

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Due edifici che sembrano due caselli, due punti fissi, come se volessero ripercorrere alcuni punti focali della città di Milano, dalla piazza dell’Arco della Pace con i suoi due edifici gemelli fino agli Expo Gate in Piazza Castello.

Possiamo credere che il duo di architetti abbia agito senza prestare attenzione al quartiere, alla città e al paese, ma questo probabilmente sarebbe sbagliato perché il progetto prende vita dai marciapiedi di Milano per ricostruirne una porzione significativa, sulle antiche tracce delle mura spagnole della città tra Viale Pasubio e Viale Crispi.

2700 metri quadrati su 5 piani, due edifici che quasi si sfiorano, da una parte la nuova sede della Feltrinelli, dall’altra gli uffici della Microsoft, il progetto di un parco che coordina i due edifici e un nuovo bando per la costruzione di un terzo.

Sembra quasi di parlare di passato e futuro, di libri e tecnologie, di vecchia e nuova architettura, eppure stiamo parlando dello stesso progetto di prima, del cemento e del vetro, delle falde inclinate e della poesia della mano di Herzog & De Meuron.

Forse non è poi così lontana la normalità di cui parlano, forse sarà normale, un po sorprendete, scontrarsi con il progetto passeggiando per la città, o forse sarà impensabile scorgerlo fra le vie, ma qualcosa lì c’è, è una nuova traccia nella città, è il normale progetto di una fondazione e di qualche nuovo ufficio.

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Un edificio normale, La nuova sede della Feltrinelli a Milano, Herzog & De Meuron

Foto copyright: Filippo Romano su Archdaily

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