Earthcasts, le sculture verticali di Jodie Carey

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Nelle sale della galleria Edel Assanti di Londra, per la sua terza personale, e al Miart, la Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano, l’artista britannica Jodie Carey ha esposto Earthcasts, una grande installazione di cinquanta sculture verticali e di disegni a parete.

Le opere della Carey sono costruzioni delicate e intime, rivelano un senso di logorio, di caduta, di vulnerabilità della materia, nella quale incrinature e superfici screziate si contrappongono al predominio delle linee verticali, all’equilibrio, alla purezza del bianco, qua e là puntellato di pochi tocchi di colore, evocano una foresta di alberi, con le superfici nodose e frastagliate, o i megaliti di un sito primitivo.

Nelle sue sculture i concetti di tempo, di sacralità, di vita e di morte, dell’arte come testimonianza dell’uomo, messaggera di memoria collettiva, si materializzano nel richiamo a un immaginario storico e preistorico, nei materiali poveri ed effimeri, legno, gesso, humus, nella solennità e nella verticalità delle strutture, rimando alla dimensione atemporale degli antichi monumenti in pietra, al rapporto primigenio tra l’uomo e la natura, che sembra emanare dalle opere stesse.

Nella combinazione di tecniche e di sostanze eterogenee, l’artista rivela la sua fascinazione nei confronti della materia, e i frammenti, le tracce del suo processo creativo, sono anch’essi elementi essenziali all’opera d’arte.

I quadri polimorfi, realizzati con tela di iuta, gesso e vernice, e colorati a matita con tinte morbide e tenui ombreggiature, creano un dialogo tra presente e passato, inducono alla nostalgia per l’infanzia, e l’atto stesso del disegno fa eco alla pratica più antica di registrazione della storia e della memoria umana, quella della pittura rupestre.

Foto Copyright: jodiecarey – edelassanti

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