CarbonScape, l’installazione cinetica di Chris Cheung
Artobjects • Sculptures & Installations

Secondo i dati raccolti dall’agenzia federale di meteorologia NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), nel 2017, la concentrazione di CO2, ha fatto registrare un nuovo record, oltre 410 parti per milione (ppm), raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre milioni di anni. Questo altissimo incremento di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre, principalmente dovuto all’attività umana e all’industrializzazione, è il maggiore responsabile del riscaldamento globale e di diversi altri fattori che incidono sui cambiamenti climatici.
Si rifà a questi dati sconcertanti, CarbonScape, l’ultima installazione cinetica dell’artista cinese h0nh1m, alias Chris Cheung, un impianto, dinamico e sensoriale, che simula e riproduce le emissioni di gas inquinanti attraverso una serie di sculture sonore e cinetiche, esposto a Hong Kong, durante l’evento One World Exposition 2.2.
È un paesaggio sonoro immersivo che, attraverso diciotto tracce acustiche sintetizzate, mostra l’impatto dell’uso dei combustibili fossili nell’inquinamento atmosferico, con i suoni delle principali fonti emittenti, i motori a reazione, i camini delle fabbriche, il traffico navale.
Tra cilindri trasparenti, disposti come fossero una foresta di bambù, a ogni suono effuso, delle sfere di colore nero si muovono ritmicamente su e giù, indicando i livelli di CO2 in un determinato angolo del nostro pianeta, in un’atmosfera cangiante e alienante in cui lo spettatore entra completamente, non è soggetto passivo, diviene parte integrante dell’opera, ne rimane avvolto e catturato, ne è coinvolto emotivamente.










Foto Copyright: h0nh1m





