Cantina Antinori nel Chianti Classico, ARCHEA Associati
Archiobjects • Architecture

Cantina Antinori nel Chianti Classico (Toscana), è un progetto nato nel 2003 dall’esigenza di creare un centro direzionale che fosse anche un punto di riferimento produttivo per il territorio e per l’azienda vinicola. L’obbiettivo principale è stato quindi quello di fornire alla famiglia Antinori degli Headquarters che rappresentassero il fascino e la tradizione della loro attività.
Il progetto venne poi inaugurato nel 2012. Dando alla luce un capolavoro dell’architettura contemporanea in Italia.

La famiglia Antinori ha una storia a dir poco unica. Era il lontanissimo anno 1180 quando i primi discendenti s’insediarono proprio in quel territorio che oggi ospita questo capolavoro di architettura contemporanea. Entrano ufficialmente nel settore intorno al 1385, quando diventano vinattieri e inaugurano la produzione.
Questo significa una storia imprenditoriale di oltre 600 anni e ben 27 generazioni di uomini che hanno guidatol’azienda fino ai giorni nostri. Impressionante.
L’architetto incaricato è Marco Casamonti, fondatore dello studio ARCHEA. Ai tempi della commissione, ovvero agli inizi degli anni 2000, egli era poco più che trentenne, ma già insegnava alla facoltà di Genova e godeva di un notevole prestigio.
Il progetto per la Cantina Antinori ha dovuto soddisfare numerosi requisiti. Quelli produttivi, quelli direzionali e quello dei servizi da offrire ai visitatori e clientela. Una struttura polivalente al tempo stesso utile, funzionante e bella. Per prima cosa la committenza desiderava portare gli uffici Antinori dal centro di Firenze a qua, fondendoli insieme alla zona produttiva. Questa volontà è derivata dal fatto di voler creare un ponte diretto e continuo tra le due parti dell’azienda.
Se scegliete di fare una delle visite guidate che offre la struttura, allora potrete conoscere la filiera produttiva dell’azienda. Dapprima s’incontra la camera d’invecchiamento, un luogo dall’atmosfera e dai profumi unici che colpisce per la luce soffusa e per la sua compostezza ed eleganza dell’insieme.





[mk_title_box size=”30″ font_family=”none”]La struttura e i materiali[/mk_title_box]In questo ambiente ci troviamo sottoterra di almeno 10 metri. Questo è dovuto alla necessità di mantenere le botti di vino ad una temperatura costante e piuttosto bassa. Quello che vediamo non è tutto, infatti le pareti sono il frutto di un’opera tecnologica molto significativa. Esse creano una camera d’aria grazie al doppio strato da cui sono composte, del quale il rivestimento è fissato a secco per garantire anche una corretta umidità attraverso un’areazione appropriata.
Tale sistema s’ispira alla cupola di S.Maria del Fiore e a quel progetto del 1400 che portò Brunelleschi a realizzare una delle cupole più “importanti” della storia dell’uomo.
I materiali utilizzati dallo studio ARCHEA sono pochi e accurati. La terra cotta riveste tutte le superfici e la pavimentazione, il legno grezzo proveniente dal territorio adoperato nei punti giusti e poi il vetro, per consentire ai visitatori un’esperienza migliore.
I primi due materiali rispecchiano la tradizione mentre il vetro il progresso con il quale la famiglia Antinori ha saputo da sempre seguire. Esternamente troviamo la presenza predominante di un quarto materiale – Il Corten – l’acciaio arruginito che piace moltissimo agli architetti e che fa un ottimo effetto anche alla committenza. L’intera struttura presenta parti “contaminate” da questo bellissimo materiale capace di resistere agli agenti atmosferici senza subire degradi nel tempo. I progettisti lo hanno voluto utilizzare per il suo carattere tendente alla tradizione, al vecchio, più che al nuovo.



[mk_title_box size=”30″ font_family=”none”]La promenade architecturale[/mk_title_box]La scala è qualcosa di magnifico, è l’elemento cardine di tutta la Cantina Antinori. Seriamente. Se visitate questo luogo non potrete non rimanere colpiti. A partire dalla struttura, per arrivare ai materiali di finitura e al disegno stesso, tutto è stato progettato con sapienza. Percorrerla significa veramente vivere un’esperienza.
Grazie al suo andamento elicoidale siamo costretti a guardarci intorno e osservare il paesaggio prima e la cantina dopo, per poi ritrovarci ad osservare di nuovo le viti. Ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo, ogni volta fermandoci a fotografare un nuovo scorcio che non vogliamo vada perso nei nostri ricordi.
Ancorata alle solette in due punti e sorretta dai grandi e singolari pilastri presenti nel centro, la struttura la lascia libera di muoversi, così che verrete cullati mentre la percorrete, avvertendo in modo sensibile ma deciso le oscillazioni sotto i vostri piedi.
Foto copyright: @Luca Onniboni (sei libero di utilizzare le immagini)





