Arte e democrazia di Gabriel Orozco

Gabriel Orozco è un artista prolifico e energico, rappresenta lo spirito artistico del suo tempo e allo stesso tempo costituisce innovazione per gli artisti della sua generazione.

Lavora con una larga varietà di mezzi artistici che lo rendono un artista polivalente, conosce il disegno, la scultura, la fotografia, i video, le installazioni e più recentemente si è avvicinato alla pittura; crea da mezzi quotidiani opere d’arte.

La sua versatilità è sempre assecondata da un senso di impegno a livello umano e sociale, si interroga su come l’esperienza artistica possa unirsi alla vita, legando questi due aspetti nelle sue opere, e stabilendo sempre un legame con la realtà.

Gabriel Orozco è un artista ambizioso che punta a raggiungere la fama attraverso mezzi molto poveri, il ciclo working tables 2000 – 2005 testimonia questo intento, oggetti trovati e raccolti durante la sua vita vengono posizionati secondo ordine cromatico e dimensioni su dei tavoli. La mostra “Asterism” espone, al Deutsche Guggenheim di Berlino nel 2012, una vetrina con detriti che Orozco ha raccolto su un campo da football a New York City, ogni singolo oggetto apparentemente insignificante prende parte a un progetto comune.

Nell’opera di Gabriel Orozco Arte e Democrazia si legano insieme, come il progetto Ping Pond Table 1998 (due tavoli incrociati), in cui l’intento è quello di invitare lo spettatore a giocare al posto di contemplare l’opera, un modo innovativo e incredibile di concepire non solo l’arte ma anche la democrazia; Il gioco si sviluppa intorno ad uno spettro d’acqua contenente dei fiori di loto, simbolo buddista che rappresenta l’universo, lo spettatore è chiamato a porsi intorno e così contender il suo ruolo all’interno dello spazio.

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L’artista GIOCA con lo spettatore, lo coinvolge e lo provoca, l’opera La DS 1993 in origine era predisposta per far salire lo spettatore nell’opera e permette di fare esperienza di uno spazio nuovo. Anche con Elevator 1994 invoglia lo spettatore a entrare nell’ascensore a fargli percepire un nuovo spazio immobile, che però non verrà concepito come tale ma verrà ricondotto all’idea che abbiamo di questo oggetto percependone persino uno spostamento.

Fil rouge di tutto il suo lavoro è l’indagine che conduce riguardo le questioni di tempo e spazio, in ogni opera coinvolge questi due aspetti, ci gioca, e li usa essi stessi come mezzi per le sue opere con l’intento di ingannare lo spettatore e producendo opere totalizzanti e destabilizzanti. In quest’ottica pensa a Toilet ventilator 1997, un ventilatore da soffitto e carta igienica, la carta che fluttua nello spazio viene scolpita dall’aria che implica una rotazione infinita, le pale girano e la carta produce un movimento elicoidale.

Foto Copyright: GabrielOrozco

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