Quel filo che chiamiamo destino, “Uncertain Journey” di Chiharu Shiota

Artobjects • Sculptures & Installations

Il rosso è da sempre sinonimo di forti emozioni. Colore della passione, della forza e del sangue, provoca acceleramento cardiaco ed estraniamento.

E’ il rosso che Chiharu Shiota, artista giapponese, ha utilizzato come filo conduttore, nel vero senso del termine, per la sua esibizione nella galleria d’arte di Berlino Blain|Southern, che presenzierà fino al 16 di novembre.L’istallazione, che potremmo definire secondo alcuni criteri imposti agli inizi degli anni 60 da Rosalind Krauss, critica d’arte, un site-specific, occupa l’intero spazio di uno degli ambienti della galleria.

Il tutto consiste nell’intreccio di una miriade di fili rossi che sospesi a mezz’aria occupano lo spazio quasi fossero una monumentale massa, viva, creando nuovi piani e nuove prospettive.

La massa di fili rossi occupa l’intero soffitto e viene generata dagli scheletri in ferro di alcune canoe.

Da queste nasce l’intreccio e si protrae fino a coinvolgere l’intero spazio.Il colore e la consistenza dei fili rappresentano una forte suggestione che per l’artista si rifà all’interno del corpo umano, dal cuore fino al cervello.

Il rosso è sinonimo di sangue, di vene e di capillari. E’ sinonimo di vita. Le canoe invece rappresentano il fato, la casualità e il destino.

Dalle carcasse delle imbarcazioni prende vita l’intreccio, sinonimo di vita e di idee. Le idee fluttuano dentro di noi, così come le palpitazioni, le pulsioni e i battiti. Che tutto abbia dunque inizio da quel qualcosa che chiamiamo destino?

A tal proposito mi viene in mente una storiella, sempre di origine giapponese, che parla di un filo, rosso come in questo caso, che lega le anime e che le destina, per sempre, a rimanere intrecciate.

Non importa quanto queste siano lontane, quanto la vita le abbia separate, ciò che importa è che il filo non si spezzerà mai perché consolidato da qualcosa di superiore, che la storia chiama destino.Una coincidenza? Può darsi, ma il filo è sempre lo stesso, il colore è sempre il rosso e forse il simbolismo di questa istallazione d’arte va ben oltre il semplice significato di “interno del corpo”.

Forse quello che tutti quanti, artisti, inventori, scrittori e filosofi vogliono dirci è che comunque vadano le cose non bisogna smarrirsi ma ricordarsi che, forse, c’è un progetto più grande di noi, di cui facciamo già parte.

Foto Copyright: Chiharu Shiota

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Articolo di Francesca Longoni

Francesca Longoni

Giovane architetto d'interni. Attenta al mondo che mi circonda, in cerca di bellezza

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