Boulevard, gli sconosciuti di Katy Grannan

Artobjects • Photography

Katy Grannan ha colto la naturalezza del vissuto quotidiano di persone anonime, sconosciuti che la fotografa ha incontrato nella Central Valley, in California, lungo i viali assolati di San Francisco e di Los Angeles, a cui ha chiesto di posare per lei. Per realizzare questi ritratti a colori, di grande formato, la Grannan si è servita solo di una parete bianca come fondale e della luce ambientale, trasformando la strada in un set fotografico improvvisato.

La serie Boulevard è composta da un corpo di fotografie, asciutte e minimali, neutrali, distaccate, di estrema nitidezza visiva e di sottile intensità psicologica, tratti distintivi dell’estetica della Grannan, che mostrano un incontenibile interesse per “l’altro”, e sollevano la questione di quanto sia possibile presumere di un individuo solo basandosi sull’aspetto esteriore e sulla mimica facciale.

I soggetti, nonostante la semplicità delle pose e lo sguardo impassibile, mai rivolto alla fotocamera, fotografati come fossero completamente assorti nei loro pensieri e non s’accorgessero di essere osservati – espedienti stilistici che conferiscono agli scatti la spontaneità tipica della ritrattistica di strada – sono invece consapevoli del loro ruolo di attori, interrompono per un breve momento le loro azioni, per offrirsi volontariamente all’obiettivo della fotografa.

La potenza espressiva e il senso intrinseco della fotografia della Grannan risiedono nella sfrontata verità e, al tempo stesso, nella squisita delicatezza e nell’intimità che emana dalle sue immagini, immuni da ogni tentativo di enfatizzazione drammatica e di pietismo.

I suoi ritratti sono una cruda esposizione e riproduzione del momento reale, della normalità e della diversità, ma anche testimonianza che contiene in sé l’essenza di un incontro tra due estranei, di un atto di fiducia reciproca.

My photographs are vignettes, but they’re not just about the specific person in the picture – the narrative includes the unseen exchange between artist and subject who are often strangers meeting for the first time, each taking a leap of faith by trusting an unfamiliar person and an unexpected encounter. In the past, I photographed people in their homes or in deserted outdoor spaces, but in Los Angeles and San Francisco, we met on the street and made the photographs street side, in public.

– Katy Grannan

Katy Grannan è nata ad Arlington, nel Massachusetts, nel 1969. Ha conseguito una laurea presso l’Università della Pennsylvania nel 1991, e un Master in Fotografia presso l’Università di Yale nel 1999.

Le opere di Grannan sono conservate, tra le altre, nelle collezioni del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, del San Francisco Museum of Modern Art e del Los Angeles County Museum of Art.

Di seguito una breve intervista di Katy Grannan con la curatrice Sarah Meister.

Foto Copyright: Katy Grannan – katygrannan.com

Unisciti ad una grande community
segui OBJECTS.
Tag: Portraits, Katy Grannan.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

Scopri altri post
Grazia e libertà nella fotografia di Neeltje de Vries

Grazia e libertà nella fotografia di Neeltje de Vries

Tokyo e Osaka nelle visioni psichedeliche di Jean-Vincent Simonet

Tokyo e Osaka nelle visioni psichedeliche di Jean-Vincent Simonet

Le fotografie oniriche di Adeolu Osibodu

Le fotografie oniriche di Adeolu Osibodu

“Another Online Pervert”, Brea Souders tra fotografia e intelligenza artificiale

“Another Online Pervert”, Brea Souders tra fotografia e intelligenza artificiale

“Failed Postcards From Napoli”, gli autoritratti surreali di Kourtney Roy

“Failed Postcards From Napoli”, gli autoritratti surreali di Kourtney Roy

Katrien De Blauwer, la fotografa senza macchina fotografica

Katrien De Blauwer, la fotografa senza macchina fotografica

Leggi e guarda tutto il resto nelle categorie Designobjects, Artobjects, Fashionobjects, Archiobjects, Ecoobjects e Lifeobjects.

Iscriviti alla newsletter

Ho letto la Privacy policy e acconsento al trattamento dei dati