Fotografia come memoria antropologica. Le “scene calabresi” di Frank Gruber
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Dal 25 gennaio al 29 febbraio 2020 il Museo Civico di Rende ospita la mostra “Scene calabresi” di Frank Gruber, “un racconto che ci restituisce volti di una provincia dove la vita scorre lenta, sospesa nel tempo”, asserisce il curatore Roberto Sottile.
Le fotografie che compongono l’esposizione, sono state realizzate dal fotografo americano nell’estate del 1971, quando Frank, allora diciottenne, aveva accompagnato suo padre, il famoso antropologo Jacob Gruber, in un viaggio di ricerca sul campo, in Calabria e in Basilicata.
La storia raccontata dalle immagini di Gruberg si snoda in un bianco e nero di grande intensità, fatto di sguardi, di gesti, di eventi quotidiani, un itinerario fotografico capace di evocare, con estremo realismo, frammenti di un territorio e della sua gente, che resteranno nel tempo e senza tempo.
Dal lavoro di Frank Gruber emerge il ruolo ancillare della fotografia nei confronti della ricerca antropologica ed etnografica, per il recupero della memoria storica e dell’espressione culturale di una specifica civiltà umana e ambientale, attraverso la registrazione di una molteplicità di codici comunicativi e di comportamenti condivisi: l’abbigliamento, il rito, la danza, le abitazioni, gli oggetti di uso quotidiano, gli attrezzi da lavoro, il cibo.



Quella di Gruber è una fotografia di grande verismo, che non insegue forzature estetiche, o drammatiche enfatizzazioni, così istintuale e concreta, da non richiedere alcuna esegesi.
Immagini che documentano, con silenziosa sensibilità e occhio vigile, una Calabria popolare, rurale, che si affaccia timidamente alla modernità perché resta ancorata, con tenacia e orgoglio, a una cultura contadina e a un sistema di tradizioni, radicate e fortemente aggregative.
Gruber ha saputo catturare, con la freschezza della sua giovane età, paesaggi, volti e sentimenti, ergendoli a metafora poetica della bellezza di un popolo e di un’epoca, quella dell’oralità e della quotidianità, delle feste folkloristiche e dei rituali religiosi, un’ambiente umano e paesistico di un passato ormai lontano.
Nato nel 1952 in Pennsylvania, Gruber vive e lavora a Santa Monica, in California. La mostra è stata realizzata con il patrocinio dall’Assessorato alla Cultura della città di Rende. In occasione della giornata inaugurale sono intervenuti, oltre all’artista e al curatore, l’Assessora Marta Petrusewicz, il Sindaco Marcello Manna e il Prof. Giovanni Sole, docente di Storia delle Tradizioni Popolari dell’Università della Calabria.



Foto Copyright: Frank Gruber





