La fotografia di guerra di Dima Gavrysh
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“Inshallah“, che in lingua araba significa “Se Dio vuole”, è un fotoreportage della fotografa ucraina Dima Gavrysh che illustra, con una serie di immagini di tragico lirismo, la storia di un paese, l’Afghanistan, dilaniato dal susseguirsi di guerre sanguinarie, dall’occupazione sovietica, allo scontro tra gli U.S.A., il regime talebano e l’organizzazione terroristica al-Qāʿida.
Cresciuta nell’ex Unione Sovietica ai tempi della guerra russo-afghana, che vide contrapposte, da un lato, le forze armate della Repubblica Democratica dell’Afghanistan, sostenute dai sovietici, e dall’altro i mujaheddin, la Gavrysh descrive il presente e ricorda il passato con cruda verità, il suo lavoro diviene un racconto diaristico di visioni e di ricordi, di paure infantili, di “corsi e ricorsi storici”, di una guerra che sembra non avere fine.
Le fotografie della Gavrysh rivelano tutta la sofferenza di un paese in stato di conflitto permanente, l’evidenza lacerante dell’orrore, la violenza e la devastazione subita dai civili e dai soldati sul campo, ma raccontano anche l’altra faccia della guerra, quella più intima e silenziosa, descritta attraverso piccoli dettagli.
Le sue immagini possiedono una bellezza agghiacciante, sono cariche di una tensione emotiva sconvolgente, intensificata dall’estremo contrasto del bianco e nero, che conferisce al linguaggio narrativo un ritmo incisivo e avvincente.


Gli scatti che costituiscono il corpus di Inshallah, sono stati realizzati con un telefono cellulare, durante i sei mesi trascorsi sul territorio afghano, in un presidio militare dell’esercito americano.
Dima ha dedicato alla guerra in Afghanistan anche il progetto Soldiers of Zerok, una sequenza di ritratti che raffigurano alcuni soldati statunitensi di stanza in un remoto avamposto al confine afgano-pakistano.
It draws upon my childhood fantasies that romanticize the military and intertwines with my past and present personal conflicts. I create a dark fairytale filled with my fears and dreams, based on my fascination with the army’s strength and order, set on the front lines of what has become America’s longest-running war in history. Mesmerized by the complexity of the Afghan chaos, I strive to better comprehend my personal relationship to these wars: two empires, two mentalities, same battlefield, twelve years apart.
– Dima Gavrysh
Nata nel 1978 a Kiev, in Ucraina, Dima Gavrysh ha lavorato come fotografa documentarista, tra il 1998 e il 2010, per importanti pubblicazioni e agenzie di stampa a livello internazionale, tra le quali, Associated Press, Bloomberg News, Agence France-Presse, The New York Times, Stern, Paris Match e Time. Ha collaborato con Medici Senza Frontiere e il Fondo delle Nazioni Unite in Uganda, Senegal e Niger. Le fotografie della serie “Inshallah” sono state acquisite e incluse nelle collezioni permanenti del Cleveland Museum of Art e del Portland Museum of Art, e pubblicate in un libro edito da Kehrer Verlag nel 2015.





Foto Copyright: Dima Gavrysh – dimagavrysh.com





