The Mother Road, colore e geometrie nelle fotografie di Hayley Eichenbaum

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Nel 1940, lo scrittore californiano John Steinbeck, nel romanzo The Grapes of Wrath, l’aveva soprannominata la “Mother Road”, simbolo del sogno americano e della corsa all’Ovest: è la mitica Route 66, icona dell’America “on the road”, un’arteria lunga oltre 2000 miglia che, da Chicago al molo di Santa Monica, unisce gli Stati Uniti da un lembo all’altro.

La strada della cultura folk americana, degli spazi sconfinati, dei deserti e delle grandi pianure, dei vecchi Drive In, delle stazioni di servizio e dei motel abbandonati, delle silenziose sleeping towns, dove il tempo sembra essersi fermato agli anni cinquanta.

The Mother Road è il progetto della fotografa americana Hayley Eichenbaum, una serie di immagini dall’estetica cinematografica che richiama alla mente i vecchi film di fantascienza degli anni sessanta, la cura estrema per i dettagli, per la prospettiva e per l’illuminazione di Stanley Kubrick, la purezza formale del neoplasticismo di Mondrian.

La sua è una fotografia che parla dell’uomo senza citarlo in maniera esplicita, è un susseguirsi di forme geometriche essenziali e di inquadrature pulite, di rettangoli armonici dai colori delicati, che sembrano dialogare con il paesaggio circostante, in una combinazione ideale di luce, forma e colore, passando da architetture tipiche dello Streamline Moderno a quelle Pueblo Revival, con richiami ai Ranch del West e ai Tepee indiani.

The first thing I’m attracted to is color, and secondly, architectural geometry. I just may be the worst person to drive with (hence the solo road trips).I’ve always been attracted to science fiction films of the 1960s: the punchy colors, exaggerated shapes, and sense of symmetry and balance. On that note, I have to mention Stanley Kubrick. His work is calculated and groundbreaking.

-Hayley Eichenbaum

Foto Copyright: HayleyEichenbaum

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Tag: Geometrical, Hayley Eichenbaum, Route 66.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

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