Una selezione delle case più belle del mondo di ieri e di oggi. 1/4

Cinque case d’artista, o meglio dire d’architetto, per viaggiare con l’immaginazione verso luoghi esotici e lontani, all’interno di queste dimore che hanno fatto la storia dell’architettura.

Dopo più di un mese dall’inizio della quarantena la nostra casa è diventata, oltre che il nostro rifugio, anche la nostra instancabile compagna di vita. Per evadere con la mente e con il cuore proponiamo una lista di case speciali: le case di architetti e designer che dalla seconda metà del XX secolo hanno cambiato la storia. Si tratta molto spesso delle abitazioni private, che oggi, sono ancora visitabili da noi tutti, con gli arredi e la disposizione originale dell’epoca. Spesso sono vere e proprie opere d’arte, scolpite nella natura o nel paesaggio, trovandosi a stretto contatto con luoghi incontaminati e molto lontani.

Un piccolo viaggio, dunque, alla scoperta dell’architettura e del design a spasso per il mondo, quando il mondo era ben diverso dal nostro, oggi.

Villa Malaparte di Adalberto Libera – Capri, Italia

Villa Malaparte progettata dall’architetto Adalberto Libera con la ingombrante, ma significativa, presenza del suo committente, Curzio Malaparte, rappresenta ancora oggi uno dei gioielli architettonici più eclettici della nostra storia. Questa villa arroccata sulla roccia, a picco sul mare, è un esempio di architettura razionalista italiana. Terminata nel 1942 è ancora oggi custode di una memoria misteriosa, di rituali e di incontri. Sembra quasi di trovarsi di fronte a un’opera mistica, la cui propensione è verso il cielo e verso il mare. La villa, infatti, sembra emergere dalla terra, come a suggerire all’uomo che vi abita di risalire verso la luce, dal buio dell’ingresso la luce si fa prepotente conducendo verso l’infinito dell’orizzonte.

La pianta che si presenta come una sorta di imbuto, suggerisce un’unica prospettiva, verso il mare. La parete curva, in copertura, fa da quinta al panorama e all’immenso, incontrollabile, di fronte al quale l’uomo si trova.

Oggi la villa non è purtroppo visitabile, di proprietà degli eredi di Malaparte, ma lo stesso ammirabile ,nella sua complessa semplicità, percorrendo la passeggiata del Pizzolungo.

Villa di vetro di Lina Bo Bardi – San Paolo, Brasile

In cima a una collina, fra un groviglio di piante tropicali e di alberi, sorge la Villa di Vetro, antica residenza Bardi.

Realizzata nel 1950 la villa rispecchia lo stile dell’architetto donna, intriso del razionalismo europeo che si portava nel cuore, tanto da trasparire nella drastica, pura, geometria dei suoi volumi. L’intera villa si affaccia sulla città, ai tempi più verde di oggi, per cercare un dialogo con l’esterno, padroneggiato da coltivazioni di tè, vegetazione tropicale e fauna locale.

Accessibile tramite una scala in granito la villa si compone di un grande soggiorno, un unico ambiente, intrisa di cultura e arte, soprattutto di origine europea, la casa appare come un luogo di impeccabile bellezza, alla ricerca della propria armonia, fra antico e moderno, fra natura e architettura.

Costellata da pezzi di design di quegli anni è impreziosita da pavimenti ed elementi tipici della cultura brasiliana, soprattuto dai suoi colori. Un monumento al razionalismo estetico. Oggi la Villa de vidro è visitabile, e sede della fondazione che si propone di raccontare e diffondere le idee, l’arte e la poetica dei due coniugi Bardi.

Casa das Canoas di Oscar Niemeyer – Rio de Janeiro, Brasile

Questa casa, realizzata fra il 1951 e il 1953, rappresenta uno dei più grandi capolavori dell’architetto brasiliano, che ha cambiato per sempre l’idea di curva e sinuosità in architettura. Realizzata per sé e la sua famiglia, la villa, è un un capolavoro dalle linee fluttuanti e pulite, dalla semplice eleganza e dalle forme che, dinamiche, avvolgono lo spazio.

Si tratta di un volume del quale non sono bene chiari i confini, una smaterializzazione delle forme, infatti, che protrae l’attenzione verso l’esterno. Un’architettura volta a indagare le linee sinuose e complesse del paesaggio, traendone una certa, dinamica, bellezza.

La villa si adatta perfettamente al paesaggio e all’andamento del terreno, disposta su due livelli, divisi rispettivamente in zona giorno/pubblica e zona notte/privata, abbraccia nelle forme concave gli elementi in cemento armato, e una bellissima piscina, generata dalle stesse curve, che evidenzia il senso di appartenenza alla natura. Ogni dettaglio, da quelli costruttivi agli arredi è stato disegnato dall’architetto stesso e dalla figlia.

Oggi la Casa das Canoas è di proprietà della famiglia ma accessibile al pubblico tramite visite guidate.

Casa/studio di Ray and Charles Eames – Los Angeles, USA

A Los Angeles, nel quartiere di Pacific Palisades, nel 1948, la coppia di designer, famosa in tutto il mondo ancora oggi, realizza la propria casa/studio fra eucalipti centenari, a due passi dall’oceano.

I due edifici, la casa vera e propria e lo studio, appaiono come un inno alla terra californiana, al suo sole e alla sua versatilità. Vetrata, luminosa e colorata, la casa degli Eames è un monumento alla modernità e allo scambio culturale e folcloristico di quegli anni.

L’architettura si propone come un parallelepipedo orizzontale in ferro, quasi interamente vetrato su due lati, disegnato e arricchito da un gioco, irregolare, di pannelli geometrici, di forme e dimensioni diverse.

Questi pannelli rossi, blu e oro creano un gioco controllato di pieni e di vuoti, di colori e di trasparenze. L’involucro, razionalista, fa da contenitore a un mondo a parte, composto dagli oggetti di design che la coppia ha raccolto nel corso della vita, alcuni da loro stessi disegnati, e ancora oggi esposti e prodotti, e altri provenienti dal mondo esterno.

Cuadra San Cristobal di Luis Barragán – Città del Messico, Messico

Alla fine degli anni Sessanta Luis Barragán viene incaricato dalla famiglia Egerstrom di progettare una residenza con annessa scuderia e maneggio a Città del Messico. La residenza fa parte di un vero e  proprio complesso che comprende appunto Casa Egerstrom, Cuadra San Cristobal e la Fuente de los Amantes.

Le tre realtà sono fra loro connesse da un’interazione di pieni e vuoti, di parti coperte e parti scoperte, che sembrano intrecciarsi fra loro. Luci e ombre sono anch’essi elementi dell’architettura e giocano un ruolo decisivo nella definizione delle geometrie e dei colori.

Questo “paradiso lineare” come viene definito, non si interrompe mai, e sconfina all’interno della piscina e degli specchi d’acqua che sapientemente vengono collocati per la tenuta, come ad accompagnare l’architettura diventandone anch’essi parte. L’acqua, che ha lo scopo di rinfrescare i cavalli e di allietare dalle giornate calde, riflette l’architettura e la specchia donandole numerose, e ogni volta diverse, sfaccettature.

Casa Egerstrom si presenta come una galleria, disposta su due piani, con alte aperture in legno, e gli ambienti interni suddivisi in zona giorno al piano terra e in zona notte sugli altri piani. I colori e gli animali, in questo caso i cavalli, sono i veri protagonisti del complesso: il rosa e il giallo, delle scuderie, rappresentano un manifesto al folclorismo della terra messicana e i cavalli sono la ragione d’essere dell’intero complesso architettonico.

Foto Copyright: Villa Malaparte, Bsidesmagazine – Villa di vetro, Filippo Bamberghi e Henrique Luz – Casa das Canoas, Archdaily – Casa Eames, Leslie Schwarts e Antonia Mulas – Cuadra San Cristobal, Luis Gallardo

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