Una selezione delle case più belle del mondo di ieri e di oggi. 2/4

Cinque case d’artista, o meglio dire d’architetto, per viaggiare con l’immaginazione verso luoghi esotici e lontani, all’interno di queste dimore che hanno fatto la storia dell’architettura.

Proseguendo questo viaggio alla scoperte delle case più belle del mondo è interessante notare l’atteggiamento, che tutti questi progettisti, hanno rivolto al paesaggio: paesaggi marittimi, desertici, spesso estremi, con i quali queste cinque architetture hanno trovato il modo di dialogare.

La Fàbrica di Ricardo Bofill – Sant Just Desvern, Spagna

A pochi kilometri da Barcellona l’architetto Ricardo Bofill, tra i maestri del post-modernismo spagnolo, nel 1973 riqualifica un vecchio cementificio. Decide di convertirlo nella sua abitazione personale e nel suo Taller de Arquitectura. Un rifugio aperto all’architettura, alla creatività e alla ricerca della bellezza. L’architetto regala nuova vita a un luogo senza tempo, abbandonato alla natura e in rovina, ma ancora ricco di fascino e di suggestione.

Modellando i silos in cemento, quasi come fosse uno scultore, Bofill vi estrapola delle forme e dei volumi, in contraddizione con il brutalismo del cemento. Questi nuovi volumi, scolpiti dall’architetto, conferiscono al sito una nuova identità.

L’architettura si personalizza ancora di più con l’inserimento degli elementi più riconoscibili del suo linguaggio architettonico: porte e finestre, grandi aperture, percorsi, ambienti alti e luminosi per esposizioni e lezioni, o semplicemente per ammirare la grandiosità dell’architettura, e un nuovo disegno del verde.

Il giardino e le piante che circondano La Fàbrica assumono anch’essi volume e consistenza diventando veri e propri elementi dell’architettura. Il complesso, ancora intriso di fascino e di memoria, è oggi visitabile tramite visite guidate.

Villa E-1027 di Eileen Gray – Roquebrune-Cap-Martin, Francia

E’ il 1926 quando Eileen Gray inizia la costruzione di quella che sarà la Villa E-1027, nido d’amore per sé stessa e il suo giovane compagno, architetto e intellettuale, Jean Badovici, su un tratto selvaggio di costa, nel Sud della Francia.

Animata da idee rivoluzionarie, e dai principi del modernismo, Eileen progetta una casa che anticipa di gran lunga certe teorie dei decenni successivi, preannunciando addirittura le basi sulle quali Le Corbusier enuncerà i suoi Cinque Punti.

L’indipendenza artistica e la libertà della donna rispecchiano la modellazione degli interni e le innovative soluzioni adottate per personalizzare, e modulare, lo spazio ogni volta diversamente, a seconda delle esigenze. Infatti infissi, persiane e pannelli sono rimovibili e multifunzionali, così come gli arredi, da lei stessa disegnati, unici e su misura per quelle stanze. Gli interni, candidi e anticipatori di novità, sono contenuti all’interno di una scatola bianca, silenziosa e spigolosa, disposta su due piani, incastonata nel terreno e sorretta da piloni di cemento. A coronare la vista interna e anche quella esterna il mare, bellissimo, del Mediterraneo.

Nel 1938-39 la Villa apre le sue porte a un ospite poco desiderato e molto ingombrante per la Gray, sarà proprio Le Corbusier infatti, che con i suoi murales, la sua ossessione per la Villa E-1027 e il suo Le Cabanon, a pochi passi dalla stessa, violerà per sempre l’intimità e la riservatezza di quel luogo. Nel 2013 la villa, dopo una serie di sfortunate vicende, viene presa in gestione dall’ente no profit Cap Moderne, e restaurata, dando a noi tutti la possibilità di visitarla e di coglierne l’originaria bellezza.

Casa Kaufmann di Richard Neutra – Palm Springs, California

All’architetto viene commissionata, da parte del magnate dell’acciaio Kaufmann Senior, sì lo stesso della Casa sulla Cascata di Frank Lloyd Wright, una villa a Palm Springs. Nel 1946 inizia la costruzione della villa sotto le montagne di San Jacinto, nel territorio arido e desertico di Palm Springs. La villa pare appoggiata sul terreno, leggera e al tempo stesso materica: piani candidi, argentati, si intersecano creando un gioco di geometrie perpendicolari, orizzontali e verticali.

Pareti in vetro ed elementi in roccia, come il camino, vero focolare della casa, si incastrano con superfici omogenee e materiche. A proposito di pareti, uno degli elementi riconoscibili e innovativi di questa villa,  è l’utilizzo di lamelle verticali in alluminio, che oltre a far filtrare la luce e a proteggere dal vento, disegnano ombre nette e marcate sul pavimento, come se fossero dei veri e propri oggetti.

La vera poesia di questa casa risiede nella sua pianta, divisa in quattro bracci volti ad abbracciare il paesaggio, ognuno identificativo di un’area, e di una zona, che si incontrano al centro, negli ambienti più pubblici e conviviali, permettendo dunque l’illuminazione totale di ogni area della casa.

Il soggiorno, centrale, si apre verso il giardino interno impreziosito dalla piscina, che non appare come un elemento accessorio ma piuttosto come parte stessa dell’architettura: la sua forma e la sua presenza creano, con la villa, un’equilibrata composizione.

Villa Mairea di Alvar Aalto – Noormarkku, Finlandia

Villa Mairea è fra gli esempi più famosi dell’espressione architettonica dello spazio di Alvar Aalto. Si trova in Finlandia, a Noormarkku, e fu realizzata tra il 1938 e il 1939, su commissione di una ricca coppia di amici dell’architetto, i Gullichsen, magnati del legno.

L’architettura viene inserita all’interno di una fitta pineta, paesaggio tipico finlandese, con la quale, la villa, viene a stretto contatto. Simbolo dell’architettura organica nordica, da modello autoctono diventa un modello universale. Aalto parte dall’idea di integrare più livelli, l’uno con l’altro, generando una sorta di spazio continuo fra l’architettura e il paesaggio circostante, che viene richiamato anche nell’utilizzo sapiente dei materiali autoctoni, utilizzati per le facciate e anche per gli interni.

Abbandonato il razionalismo, l’architetto sovrappone i due piani della villa, di forma e dimensioni diverse, quasi come se stesse cercando di parlare con due linguaggi differenti: uno più fruibile e libero, che caratterizza il piano terra, e uno più rigido, chiuso e privato, per il piano primo. Gli ambienti principali sono adibiti al tempo libero, trattandosi di una casa di villeggiatura, dedicato alla pittura, al benessere, alla famiglia e all’interazione con la natura.

Importante, quando si parla di Villa Mairea, è pensare al rapporto fortissimo che l’architetto enfatizza fra la sfera razionale e quella emozionale, perfettamente riscontrabili nelle forme e nel disegno, poetico, di questo bellissimo oggetto di architettura.

Casa Ugalde di José Antonio Coderch e Manuel Valls – Caldes dEstrac, Spagna

Caldes d’Estrac è una piccola città, vicino a Barcellona, che ospita la villa, fatta costruire nel 1951 dall’Ingegnere Eustaquio Ugalde, diventata un importante punto di riferimento per l’architettura catalana del XX secolo. La famiglia Ugalde, innamoratasi di quel tratto di mare e di terra, immerso nella pineta mediterranea, sceglie questo luogo panoramico sulla baia per costruire la villa.

E’ infatti è possibile ammirare il mare da ben tre punti, nord, sud ed est. Gli architetti decidono, dunque, di rispettare, e di omaggiare, il paesaggio tanto da lasciarsi guidare nel disegno della pianta e dei volumi proprio da esso.

La casa si presenta come un movimento di spazi e ambienti che si fondono l’uno con l’altro, bianchi nelle facciate e vetrati, portatori di luce e di immensità di fronte al paesaggio. I volumi, ad altezze diverse, sono tutti fra loro connessi dalla planarità delle coperture, nascoste fra i pini.

La villa si presenta come una dinamica alternanza di pieni e di vuoti, che incorniciano il paesaggio, permettendogli l’ingresso in casa, e sulla terrazza panoramica che ospita la piscina. E’ quasi come se l’architettura aprisse dei varchi, delle finestre, per guardare il mare. La cura e la delicatezza che gli architetti utilizzano per il progetto della casa, silenziosa e in continuità con la costa, emerge anche negli interni, candidi, materici ed accoglienti.

Foto Copyright: Elieen Gray, Bernard Toullion e capmoderne.com  – Richard Gray, Joe Fletcher e Julis Shulman – Casa Ugalde, Salva Lopez e Catala Roca – Richardo Bofill, ricardobofill.com – Villa Mairea, Divisare e alvaraalto.fi

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