Ri-Cucire coesistenze attraverso verticalità orizzontali

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La figura dell’architetto è comunemente associata a grandi opere progettuali quali grattacieli, padiglioni, o masterplan sconfinati. Eppure, sono tanto sconosciuti sebbene sempre più comuni interventi puntuali che nonostante si esauriscano in oggetti architettonici decisamente più contenuti chiedono, in realtà, un’accorta indagine.

Sorprende quindi constatare come una risolutezza tanto limitata si possa formalizzare in un solo elemento funzionale, come un ascensore. Negli ultimi 5 anni infatti, gli sono state affidate funzioni decisamente più interessanti rispetto la sua mera natura, un nuovo protagonismo che, sebbene abbia visto principi intenzionali simili, si è esaurito in lineamenti sempre differenti.

Pamplona Lift, Ah Asociados

Barrakka Lift, Architecture Project

A Gironella, municipalità nella provincia di Barcellona, un esito fra tutti si manifesta però con una prepotente delicatezza, non per il suo narcisismo, ma per un’indiscutibile sensibilità.

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Carles Enrich è l’architetto dietro le quinte di questa iniezione sensibile, volta a riallacciare un tessuto sociale lacerato dalla sua stessa conformazione. Difatti, il fiume Llobregat e il dislivello di 20m del centro storico hanno creato un intrigante episodio urbano caratterizzato da una vera e propria frattura con la città moderna.

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Una frattura che si è inoltre intensificata nel tempo attraverso una tensione verso dinamiche più moderne quali la connessione e la mobilità. Un comprensibile trascinamento che si è voltato per sopravvivenza ad un’arteria infrastrutturale, ma che nel tempo ha dimenticato il cuore pulsante della sua storia e non è riuscito a sopraffare l’avversante conformazione territoriale.

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In questo contesto si inserisce l’intervento di Carles Enrich: una nuova e calibrata verticalità che per quanto si esaurisca in numeri e quantità così eccezionalmente contenute in realtà risolve e salda nella sua fisicità tante intenzioni progettuali.

Prima fra tutte risolvere l’accessibilità al centro storico, prima raggiungibile solo attraverso una scala ripida e angusta, quasi un impedimento per persone anziane e bambini.

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L’ascensore, insinuandosi in un punto strategico del percorso di Cal Metre, lega lo spazio verde pubblico sottostante recuperando così lo storico rapporto con il fiume. Una forte polarità naturale propria dell’eredità di Gironella, un elemento chiave nel suo sviluppo economico data la presenza sulle sue sponde di importanti manifatture.

Un riferimento autoctono che l’architetto spagnolo utilizza per la mimesi del progetto attraverso la citazione del mattone.

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L’uso di mattoni traforati riassume con semplicità le diverse scale del progetto, che nell’immediato si apre con porosità, portando luce e scorci nella cabina, per poi farsi introverso e severo nella scala del paesaggio.

Scelte che lo portano ad inserirsi con armonia, riconoscendo allo stesso tempo spazialità autonome. Il volume, infatti, alla base si contraddistingue da una morbida trasparenza, che permette una spontanea interazione con lo scenario naturale, e che prosegue sulla facciata rivolta verso il muro storico, un continuo dialogo che lo eleva a costante quinta scenica.

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Un rispettoso intervento che attraverso la sua formalità imprime di dignità un elemento seriale che non solo porta con sé la soluzione, ma che si manifesta attraverso una riscoperta artigianalità locale. Sensibili attenzioni che inscrivono un ascensore tra le pagine di architettura più nobili.

Un ascensore capace di cucire vite separate attraverso verticalità orizzontali.

Foto Copyright: DezeenCarles Enrich

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