La pittura materico-informale di Jason Martin

Pittura e scultura, astrazione e figurazione, materia, colore, gesto. Sono questi gli elementi nodali su cui si sviluppa la pratica artistica di Jason Martin.

La pittura di Martin possiede una forte inclinazione plastica, è orientata alla dimensione oggettuale, è un’arte aniconica, un’”art autre” che respinge le regole della rappresentazione pittorica tradizionale, per esplorare le potenzialità estetiche e polisemiche che s’annidano nella materia, medium e opera d’arte, del tutto autonoma e significante in sé, che invade lo spazio e ne modifica la percezione.

L’artista applica sulla tela strati spessi e viscosi di colore, talvolta v’impasta altri materiali – grafite, bronzo, rame, oro, gesso – così che il quadro cessa d’essere un’immagine bidimensionale, si anima e si dilata nello spessore fisico delle increspature, delle ondulazioni scabre, dei graffi, delle asperità nodose o delle gibbosità metalliche, lisce, rilucenti e volumetriche, acquisendo solidità scultorea.

Il carattere precipuo della poetica di Martin dev’essere individuato nell’indefinitezza della forma, nell’indistinto, che pure suggerisce visioni e immagini alla mente, nell’energia e nella tangibilità multiforme della materia, nuda e cruda, che si espande davanti agli occhi dell’osservatore.

I grandi pannelli a rilievo, quasi sempre monocromi in forma di pigmenti purissimi, paiono attraversati da un dinamismo pulsante. Le linee irregolari, le sporgenze e le depressioni che frastagliano le superfici, gli agglomerati densi e grumosi, portano le tracce di un’azione pittorica vigorosa e, al tempo stesso, misurata, un modo gestuale d’intendere la pittura che, tuttavia, si traduce sulla tela in una trama cromatica perfettamente equilibrata.

Nato nel 1970 alle Isole Channel, nel Regno Unito, Martin vive e lavora tra Londra e Lisbona. Numerose le esposizioni negli Stati Uniti e in Europa, tra le altre, quella alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia nel 2009, e al Centro de Arte Contemporàneo di Malaga, nel 2008.

Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Denver Art Museum, della Albright-Knox Art Gallery a Buffalo, del New York e Hirshhorn Museum a Washington DC, del Museum of Contemporary Art di Salisburgo.

Foto Copyright: Jason Martin

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