Perfezioni provvisorie: Milano, di Mirtha

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Mi hanno detto che a Milano dei sentimenti non si parla mai
Che non ci si abbraccia
Che la gente rifugge il complimento, come non ne avesse bisogno
Che siamo individualisti.
Che alla domanda che facciamo? Rispondiamo sempre io blabla
Mi hanno anche detto che di domande al plurale non ne facciamo mai
Mi hanno poi detto che se – per errore – domandiamo al plurale, spesso non ascoltiamo la risposta
Mi hanno detto che corriamo sempre
Non sorridiamo in metro
Non sorridiamo ai passanti
Non sorridiamo mai
Non cediamo il passo sui marciapiedi
Dividiamo il conto alla cassa
Mi hanno detto che Milano è brutta, che Milano è grigia
Che piove di traverso
Mi hanno parlato tanto anche della nebbia
Mi hanno detto che è troppo grande
Alcuni, addirittura, troppo piccola
Mi hanno detto che i navigli non sono belli
Che non c’è la monumetale arte del passato
Che non c’è storia (ah, si)
Mi hanno detto che non c’è il mare
Mi hanno detto che non c’è il lago
Che c’è pianura
Zanzare
Che non c’è il cielo
Casino sempre
Tranne la Domenica
Lì, ci si sente soli.
Mi hanno detto che è cara che è scomoda che a viverci non ti abitui
Mai
Mi hanno anche detto che però qui ci rimangono
Perché Milano è come una donna che ami,
Avrà centodifetti
Ma va bene anche così

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