Per una moda sostenibile il riciclo non è abbastanza

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Il riciclo di poliestere e di fibre sintetiche è una soluzione per una moda più sostenibile?

Le fibre sintetiche a buon mercato facilitano la produzione di abbigliamento di bassa qualità che spesso finisce come rifiuto dopo pochi utilizzi e accrescono la dipendenza dell’industria della moda dall’estrazione continua di combustibili fossili.

Nonostante l’utilizzo del poliestere sia dannoso per l’ambiente, le grandi aziende ne continuano a fare grande utilizzo tanto che Bloomberg stima che la produzione di questo filato aumenterà notevolmente entro il 2032.

Dall’apparente incapacità di sostituire i filati sintetici nelle collezioni dei vari brand e dalla necessità di trovare un modo per continuare a utilizzarli riducendone l’impatto, negli ultimi anni è esplosa la produzione di poliestere riciclato.

Il poliestere riciclato (rPET) è prodotto dall’inizio degli anni ’90 e Patagonia, come segnalano sul loro sito, è il primo brand nel 1993 a realizzare pile con questo materiale.

Cosa è il poliestere riciclato

Si tratta di una fibra ottenuta attraverso processi di riciclo, meccanici o chimici, dalla plastica, sia usata che vergine. La plastica dopo essere fusa viene rifilata in una nuova fibra di poliestere.

Due correnti di pensiero contrapposte sostengono – i primi – che il poliestere riciclato sia un’ottima soluzione per ridurre l’impatto della moda sull’ambiente riducendo l’utilizzo del petrolio come materia prima.
Per altri, invece, il poliestere riciclato non è affatto una soluzione sostenibile e contribuisce ancor di più alla diffusione delle fibre sintetiche.

Quali sono quindi i Pro e Contro del poliestere riciclato?

I Pro del poliestere riciclato

La realizzazione di poliestere riciclato impedisce alle bottiglie di plastica PET di finire nelle discariche, prolungandone così il ciclo di vita.

L’utilizzo di poliestere riciclato riduce la dipendenza dai combustibili fossili.

Ha un impatto sensibilmente inferiore rispetto al PET vergine richiedendo circa il 59% di energia in meno per produrlo e, secondo WRAP, emette fino al 32% di CO2 in meno rispetto alla produzione di poliestere vergine.

Fin qui, il poliestere riciclato potrebbe sembrare una buona alternativa al poliestere vergine, ma vediamo i Contro al suo utilizzo:

I Contro del poliestere riciclato

Il poliestere riciclato è meno resistente del poliestere vergine.

Per comprenderne chiaramente le motivazioni dovremmo evidenziare le differenze principali tra riciclo chimico e riciclo meccanico. Senza entrare in dettagli troppi tecnici, oltre il 99,9% di poliestere riciclato presente sul mercato si ottiene attraverso processi di riciclo meccanico.

Questa tipologia di riciclo produce fibre di lunghezza inferiore rispetto a quello chimico riducendone così la resistenza. Per questo motivo spesso il rPET deve essere mescolato con altre fibre, poliestere vergine e cotone principalmente, per ottenere le stesse performance tecniche.

Solo una piccolissima percentuale di poliestere riciclato può definirsi veramente circolare, provenendo da tessuti usati, bottiglie di plastica trovate negli oceani o da avanzi di altre lavorazioni. Tutto il resto del poliestere che troviamo sul mercato proviene da bottiglie di plastica.

Da ciò deriva anche un potenziale rischio di aumento di produzione di PET per accontentare sia l’industria delle bevande che quella del tessile.

Una volta che la plastica viene trasformata in poliestere riciclato, i nuovi capi di abbigliamento realizzati non potranno essere ulteriormente riciclati, e quindi, una volta inutilizzati, finiranno in discarica per sempre.

Anche secondo il report Synthetics Anonymous, rimuovere bottiglie di plastica dalle discariche per ottenere poliestere riciclato impedisce a queste bottiglie di essere riciclate più volte.


La plastica PET infatti, potrebbe invece essere riciclata più volte in nuove bottiglie, riducendo così la produzione di plastica vergine e permettendo maggiore circolarità alle materie prime.

Il poliestere riciclato è comunque plastica che rilascia microplastiche in enormi quantità durante l’utilizzo e i frequenti lavaggi. Microplastiche che finiscono nei nostri mari e sulle nostre tavole.

In conclusione, il poliestere riciclato non è una fibra sostenibile.

Le possibili soluzioni

Neanche le fibre naturali, come il cotone, lo sono al 100%. Se sostituissimo il poliestere con il cotone creeremmo altri problemi, come l’uso estremamente intensivo di suolo e acqua.

La soluzione quindi è come sempre, essere consapevoli delle proprie scelte.

Acquistare solo quando si ha veramente bisogno di qualcosa e prediligere il poliestere riciclato per quei prodotti, tipo scarpe e borse, che richiedono meno lavaggi.

Foto Copyright: Changing Markets, changingmarkets.org – Unsplash, unsplash.com

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Articolo di Marta Casartelli

Marta Casartelli

Entusiasta per natura, appassionata di innovazioni sostenibili e grande fan dell'autoproduzione

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