L’Islanda nella pittura di paesaggio di Henrietta Harris

L’Islanda, l’isola del fuoco e del ghiaccio, delle spiagge di sabbia nera e dei deserti di lava, languidamente distesa sul 66° parallelo nord a lambire il circolo polare artico, una terra lunare, fiabesca e desolata, dove gli inverni hanno notti infinite, e le estati, soli che non tramontano mai.

L’artista neozelandese Henrietta Harris ne ha ritratto la favolosa bellezza e l’eccezionale unicità geografica, in un corpus di opere intitolate “Hidden People”, che ha realizzato durante una residenza artistica a Skagaströnd, piccolo villaggio di pescatori, con una popolazione di appena cinquecento abitanti, sito nella regione di Norðurland Vestra, nella parte settentrionale del paese.

Le pitture di paesaggio della Harris, per lo più acquerelli su carta e alcuni dipinti a olio su tela, raffigurano l’incanto surreale della natura, aspra e invernale, di questo magico fazzoletto di mondo: le ampie e deserte distese glaciali, le spettrali vette di riolite dal colore brullo rossiccio, le nuvole che paiono improvvisare una danza tumultuosa nel cielo tinto di pesca, la mortifera luce lunare che squarcia le tenebre.

Dell’uomo non v’è traccia, un silenzio ipnotico sembra avvolgere ogni cosa.

Quella della Harris è un’adesione poetica e spirituale al mondo che la circonda: attingendo da una tavolozza dai toni scuri e smorzati, ogni pennellata, morbida e misurata, permeata di umori romantici, si fa sublime espressione del fascino estremo e selvaggio di questi luoghi, delle atmosfere idilliache e malinconiche, dalle quali emana un travolgente senso di solitudine.

Foto Copyright: Henrietta Harris – henriettaharris.com

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