Le deflagranti istallazioni di Monika Grzymala

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Chilometri di nastro isolante sono la china che Monika Grzymala utilizza per realizzare i suoi disegni spaziali tridimensionali.

Le mani e il corpo dell’artista si muovono come in una danza ritmata da una musica assente, ma ciò non di meno percepibile, per realizzare una calligrafia sospesa.

Le linee escono dal foglio con una forza ed un’energia dirompenti, come una secchiata violenta di inchiostro che si congela impossessandosi dello spazio, come strali che trafiggono le pareti vincendo la gravità.

Si tratta di installazioni temporanee, perciò effimere, strutture ‘anomale’ che alterano la percezione e la fruizione dello spazio, reinventandolo.

Quando il disegno diventa scultura

I lavori della Grzymala sono il risultato di uno studio prossemico che indaga i possibili significati ‘psicologici’ delle distanze materiali che l’uomo tende a porre tra sé e gli altri uomini e tra sé e gli oggetti; hanno, infatti, proporzioni umane per essere funzionali all’interazione con lo spettatore.

Il tempo è un’altra componente fondamentale di questo rito che richiede dai sette ai dieci giorni per il suo compimento

Noi amiamo il lavoro di Monika, la cui materia tecnica rispecchia pienamente la profondità delle sue ispirazioni concettuali.

-Ottavia Sartini della Galleria Eduardo SECCI Contemporary (FI)

Foto Copyright: Eduardo Secci – t-r-a-n-s-i-t

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