CRONOPIOS. Intervista a Tommaso Buldini

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Noia Mortale

Tommaso Buldini inizia la propria carriera nel campo della grafica, per poi dedicarsi, dal 2016, ad un’intensa produzione artistica che lo ha portato a esporre il suo lavoro in Italia e all’estero, da Parigi a Basilea, da Rotterdam a New York. 

Come molti esponenti del Low Brow e del Pop Surrealismo, trae ispirazione per i propri soggetti dal mondo del cinema (horror), della musica e del fumetto. Mediante un’estetica che abbraccia l’onirico, il grottesco e il bizzarro, Buldini crea un metaspazio, uno spazio altro, surreale, promiscuo, ambiguo, a tratti macabro, un mondo ipercromatico che attrae a sé lo spettatore suscitando sensazioni intense e contrastanti: dallo stupore, alla paura, dalla curiosità alla repulsione.


Maria Chiara Wang. Come declini la tua ricerca artistica nelle diverse forme che hai sperimentato finora: pittura, musica, teatro, videogame?

Tommaso Buldini. La mia arte è un ecosistema, un sentire, un pensiero illustrato, e il medium che impiego non ha una reale importanza. La pittura è il punto di partenza perché è ciò che mi consente di rappresentare esseri e situazioni in modo immediato. La tecnologia e la collaborazione con musicisti e altri professionisti mi offrono poi la possibilità di far vivere i miei personaggi, renderli tridimensionali fino a farli diventare interattivi come nel videogioco a cui sto lavorando.

MCW. Quali nuove opportunità offrono a un artista la tecnologia ed un mondo sempre più globalizzato?

TB. Il mondo globalizzato consente di raggiungere persone che hanno un sentire simile al proprio, ma con skills differenti, di creare sinergie e collaborazioni grazie alle quali è possibile sviluppare e dare voce al proprio lavoro. Queste sono le opportunità di un globo che è diventato sempre più piccolo.

MCW. Se e in che modo la recente nascita di tua figlia Luna ha inciso sul tuo lavoro?

TB. La nascita di un figlio – per chi fa il mio tipo di arte, un’arte che scava nel proprio profondo, nelle dinamiche famigliari – può, prima del suo arrivo, suscitare parecchie domande. Quando ho saputo che sarei diventato padre mi sono chiesto se sarei stato ancora capace di dipingere gli stessi soggetti di sempre. Il risultato è stato assolutamente sorprendente: se hai una presa forte che scalda la tua mano come quella di un bambino, allora puoi permetterti di scendere e scavare ancora di più nella sporcizia, con ancora più forza e di creare universi ancora più spaventosi.

MCW. Quali progetti ti vedono coinvolto oggi e nel prossimo futuro?

TB. Per il futuro il progetto più interessante è la doppia mostra che si terrà in primavera a Milano, da Martina’s Gallery,  e a Parma, da Rizomi, dove il mio lavoro sarà al fianco di quello di Daniel Johnston e di Laurina Paperina. Sempre nel 2021 è prevista anche l’esposizione di due mie opere di grandi dimensioni a Halle Saint Pierre a Parigi.

Al momento ho in cantiere il videogame per il quale siamo in attesa che vengano stretti gli accordi per la pubblicazione e ho in corso un’altra serie d’iniziative interessanti assieme all’associazione Artètipi di Parma con la quale ho già realizzato un video animato assieme a dei ragazzi autistici che ho scoperto essere disegnatori e artisti fenomenali. Sono molto interessato alle diversità, al capire e all’indagare ciò che si trova nelle menti di individui ‘diversi’ da noi, sono coloro che Cortazár ha definito cronopios, ovvero persone in grado di fare associazioni al di fuori della logica, ma immediate e potentissime. Lavorare con loro è una delle esperienze più stimolanti e di ispirazione che ci possa essere.

Foto Copyright | info: Tommaso Buldini – tommasobuldini.com@tommasobuldini

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Tag: Interviste, Tommaso Buldini.
Articolo di Maria Chiara Wang

Maria Chiara Wang

"La rana non ebbe la coda perché non la chiese" | Con in mente questa frase e un po' di coraggio, sono riuscita ad aprire diverse porte che altrimenti sarebbero rimaste chiuse!

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